DTM, disfunzioni dell'articolazione temporo mandibolare.

bruxismo

Disfunzioni dell'articolazione temporo mandibolare: informazioni generali

Le patologie Temporo-Mandibolari sono delle disfunzioni a carico della mandibola e più in generale del sistema stomatognatico, cioè il sistema di muscoli, legamenti, cartilagini e ossa che servono a far compiere alla mandibola tutti i movimenti sia durante la masticazione che durante la fonazione e l’articolazione della parola (quando si parla). Le cause alla base di tali patologie sono sempre molteplici, in parte non perfettamente conosciute nei loro meccanismi patogenetici. In ogni caso si ha, alla base, una condizione predisponente, come per esempio lo stress. Su pazienti che presentano una malocclusione oppure un trauma o esito di trauma (frequentemente incidenti stradali con colpi di frusta, incidenti sportivi, traumi diretti al volto) si possono sviluppare una serie di segni e sintomi clinici (cefalea, senso di costrizione alle tempie, bruxismo, cioè digrignamento dei denti, sonno non riposante, rumori a livello dell’articolazione temporo mandibolare) che creano grande disagio ai pazienti. L’approccio ai DTM è spesso multidisciplinare e può interessare il chirurgo Maxillo-Facciale, l’Odontoiatra, L’Otorinolaringoiatra, il Neurologo, Il Neurochirurgo, il Posturologo, Il Fisiologo. Si tratta di patologie che interessano un elevato numero di pazienti, più frequentemente donne, soprattutto giovani o quelle che si avviano alla menopausa, e in questo un ruolo importante è dato dai cambiamenti ormonali.

LE CAUSE

Come detto, le cause sono possono essere molteplici, ma molto spesso vi è una causa scatenante, la cosiddetta goccia che fa traboccare il vaso, un trauma appunto, o addirittura una carie curata male che crea un precontatto e che scatena un dolore o rumore che difficilmente il paziente, soprattutto nella prima fase, riconosce come origine del problema. Spesso questi pazienti, che svolgono particolari lavori stressanti, possono presentare una malocclusione dentale, tipicamente una seconda classe dento-scheletrica (una mandibola più corta rispetto all’osso mascellare), possono aver subito traumi diretti o indiretti al volto, hanno una postura non corretta, possono aver avuto la perdita di alcuni elementi dentari che ha provocato un cambiamento dell’occlusione. Ognuna di queste cause, di per sé non sufficiente a provocare una disfunzione, in pazienti predisposti può scatenare una sintomatologia dolorosa o soltanto una serie di rumori articolari che sono il segno di un disordine cranio mandibolare dovuto ad un’alterazione sia morfologica che funzionale a carico dell’articolazione temporo-mandibolare o dei tessuti ad essa limitrofi. Altra causa è rappresentata dal digrignamento dei denti (bruxismo): si tratta di una cosiddetta parafunzione, un’attività muscolare che avviene fuori dal controllo della volontà, caratteristicamente di notte, che sollecita oltre misura l’articolazione temporo-mandibolare. Altra parafunzione è il serramento, caratteristico di chi è sotto stress o di chi fa sport faticosi, tipo sollevamento pesi. Anche masticare gomme impone un sovraccarico muscolare a livello dei muscoli e legamenti masticatori. A lungo andare tutte queste attività possono creare un danno articolare che nel tempo può diventare sempre più grave, tanto da causare una lesione sia a livello del menisco collocato all’interno dell’articolazione sia, in fase ancor più avanzata, una degenerazione a carico delle cartilagini articolari con conseguenti fenomeni artritici fino ad arrivare ad una franca artrosi dell’articolazione temporo-mandibolare.

I SINTOMI

Il sintomo principale della DTM è rappresentato dal dolore e dal rumore, sia durante la masticazione che la conversazione. Altro sintomo caratteristico è rappresentato dal “click” in caso di dislocazione del disco articolare, altri sintomi sono cefalea più spesso localizzata a livello delle tempie, in genere più evidente al mattino, con la sensazione di non aver dormito bene durante la notte, la limitazione dell’apertura mandibolare, il senso di tensione dei muscoli masticatori, il dolore e l’usura patologica dei denti, o peggio episodi di blocco della mascella, ed in questi casi è importante programmare subito una visita specialistica. Sintomi non localizzati sull’articolazione e difficilmente correlabili sono inoltre le cefalee, il torcicollo, gli acufeni, le vertigini o i dolori cervicali.

LA DIAGNOSI

Indispensabile un’accurata visita medica che, accompagnata da un’anamnesi approfondita, potranno indirizzare chiaramente verso la diagnosi che potrà essere confermata definitivamente da alcuni esami strumentali radiologici

I TRATTAMENTI

La terapia per le disfunzioni temporo-mandibolari può essere sostanzialmente suddivisa in chirurgica o non chirurgica. La terapia non chirurgica, in fase iniziale, può prevedere una terapia medica accompagnata da terapia gnatologica, funzionale e comportamentale (evitare i cibi gommosi, dieta liquida), l’utilizzo di apparecchi tipo “bite” creati su misura per il paziente a seconda del trattamento da eseguire. Nel trattamento dei disturbi articolari più complessi, e quando i trattamenti non chirurgici non avranno avuto successo, sarà necessario un trattamento chirurgico che in una prima fase potrà essere rappresentato da un’artocentesi (lavaggio dell’articolazione), un’artroscopia con azione diagnostica o terapeutica, fino a giungere alla chirurgia a cielo aperto dell’articolazione

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